L’impianto di pacemaker rappresenta il trattamento di elezione nei pazienti affetti da bradiaritmie sintomatiche rappresentate da blocchi atrioventricolari di II° avanzato o di III° , da disfunzione del nodo del seno (malattia del nodo del seno) e da silenzio atriale. L’impianto di pacemaker avviene mediante il posizionamento di un elettrodo nell’apice del ventricolo destro, e per alcuni tipi di pacemaker, di un secondo elettrodo nell’auricola dell’atrio destro. Questa procedura viene effettuata in anestesia generale isolando la vena giugulare a livello del terzo medio del collo. Mediante la guida di un apparecchio denominato intensificatore di brillanza, l’elettrodo viene fatto progredire nel sistema venoso fino ad essere posizionato nel ventricolo destro e successivamente collegato ad una batteria al litio alloggiata nello spazio sottocutaneo del collo.


I pacemaker possono essere programmati secondo diverse funzionalità. In particolare la sigla VVI indica l’impianto di un singolo elettrodo che è in grado di stimolare il muscolo cardiaco quando rileva un ritmo naturale del cuore con frequenza inferiore a 60 bpm. Questo tipo di pacemaker può essere completato con una ulteriore funzione che consente di aumentare la frequenza di stimolazione da 60 bpm a 120 bpm quando il cane compie esercizio fisico ed ha bisogno di un numero superiore di battiti al minuto (pacemaker con funzionalità VVIR). Queste due tipologie di impianto vengono denominate monocamerali. Gli impianti bicamerali, siglati VDD e DDD, consentono di stimolare il ventricolo in maniera sincrona all’atrio in modo da compiere una stimolazione artificiale del tutto simile alla stimolazione naturale (stimolazione fisiologica). Nel caso di impianto VDD viene posizionato un solo elettrodo all’apice del ventricolo destro che possiede un sensore localizzato in atrio destro in grado di effettuare una stimolazione ventricolare atrio-guidata. In caso di impianto DDD, invece, vengono posizionati un elettrodo in auricola dell’atrio destro ed un elettrodo nel ventricolo destro che stimolano in maniera sincrona. L’impianto di pacemaker è correlato a rischi intra-operatori pari al 2,8% e registrati solamente in soggetti con disturbi del ritmo complicati da alterazioni del muscolo cardiaco ventricolare. Le complicanze post-operatorie sono, invece, relative al rischio di dislocazione dell’elettrodo ventricolare che nelle nostra casistica è avvenuto nel 7,5% dei soggetti, mentre le micro dislocazioni dell’elettrodo nel 2,8%. Un’altra complicanza è rappresentata da infezione della tasca cutanea occorsa nell’1,9% e prevenibile mediante la somministrazione di antibiotici nel periodo post-operatorio. I tassi di complicanze, in linea con quelli riportati in medicina veterinaria, sembrano essere direttamente correlati al grado di training esercitato dall’operatore.

Pacemaker bicamerale in modalita DDD

Pacemaker bicamerale in modalita DDD

Pacemaker monocamerale epicardico

Pacemaker monocamerale epicardico

Piastre external pacing

piastre external pacing

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